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Paese

Dati Generali
Il paese di Olzai
È un piccolo centro in provincia di Nuoro, nella Barbagia di Ollolai. Sorge su una vallata, circondato da incantevoli boschi. Olzai che conta poco più di 1000 abitanti, mostra un centro storico ben conservato e curato, con tradizionali case in granito e tre piccole chiese. Nella chiesa di S. Barbara si trova un interessante polittico del XV sec. opera di un anonimo indicato come Maestro di Olzai. Le origini del paese sono di epoca prenuragica, a testimoniarlo una tomba dei giganti, un dolmen e numerosi nuraghi.
Il territorio di Olzai
Altitudine: 107/931 m
Superficie: 69,85 Kmq
Popolazione: 1046
Maschi: 518 - Femmine: 528
Numero di famiglie: 393
Densità di abitanti: 14,97 per Kmq
Farmacia: via Delle Rimembranze, 1 - tel. 0784 55172
Guardia Medica: corso Vittorio Emanuele - tel. 0784 55263
Carabinieri: via Marconi, 1 - tel. 0784 55007

Storia

OLZAI, villaggio della Sardegna nella provincia e prefettura di Nuoro, compreso nel mandamento di Gavoi, e prima nel distretto di Barbagia Ollolai nel regno di Arborea.

La sua posizione geografica è nella latitudine 40° 11', e nella longitudine orientale dal meridiano di Cagliari 0° 2' 30".

Esso è situato in un’amena valletta nella pendice della montagna, nominata dall’antico capoluogo Ollolai, ed è da un ruscello divisa in due rioni, ne’ quali le case sorgono gradatamente, come il terreno. La circonferenza del paese era in altri tempi maggiore, come lo era la popolazione.

Sebbene la regione sia fredda, il luogo dov’è la popolazione è piuttosto a dirsi temperato nell’inverno e caldo nella state per il modo con cui sono disposte le eminenze che lo proteggono da’ venti glaciali. Però se l’inverno non sia troppo rigido poche volte la neve nasconde i pascoli e per pochi giorni copre il suolo. In qualche anno biancheggiano le sole cime de’ monti d’intorno.

Le tempeste nelle stagioni calde non avvengono troppo frequenti, e in circa 70 anni non si ricordano più che due fulmini che cadendo nel paese abbian cagionato del danno.

Le pioggie se non sono scarse come nelle altre regioni men montuose dell’isola non sono però abbondanti, e accade talvolta che alcune fonti cessino di dare perchè mal nutrite dalle nuvole, come avvenne nel 1832, se non erro, quando di febbrajo mancarono le acque nella parte inferiore del salto, e si patì penuria nelle case.

La nebbia spargesi spesso sopra il suolo, e quando i cereali si trovano in fiore o maturanti accade che debbasi dolere l’agricoltore per lo scarso e tristo frutto, e il pecorajo per malattia mortale di molti capi.

Un difetto notevole di questo clima si è l’umidità, molto sentita in certi tempi, e assai molesta in ore fredde.

L’aria che non si può dire mai malsana sarebbe più pura se si badasse meglio alla pulizia.

Territorio. La superficie del terreno degli olzaini si calcola di circa 20 miglia quadrate e si figura in un trapezio allungato.

Domina fra le altre la roccia granitica, molto pregievole, principalmente quella che vedesi presso l’abitato, e trovansi spesso bei cristalli di rocca. La mineralogia di questo paese non essendo ancora ben accertata se veramente esiste entro i territori d’ Olzai un minerale di rame.

La montagna di Ollolai tocca in parte ad Olzai. Questa mole, che da Gavoi alla influenza del Taloro nel Tirso, da levante a ponente, distendesi per miglia 12 mentre slargasi di 6 nella linea di ostro-borea, ha le pendici orientali alquanto ripide, le occidentali mi-temente graduate, e coperte dove di bosco, dove di macchia con molti rilevamenti, da su’ quali si domina un’ampia contrada a tutte le parti, ma non a quella, dove sorge l’alta mole delle montagne iliache.

Noteremo ora il monte che dicono di Gùlana, tutto vestito di lecci e di lentisco, sassoso e alpestre, nella cui sommità par vedere una fortezza incominciata dalla natura con enormi pietroni che si fecero fondamento a una costruzione di minori pietre collegate con fango, alla quale si ascende per una scala. Intorno a questa rocca è un piano con riparo di muro a pietre con fango per vietar l’ingresso. Siffatto luogo ha il nome di castello, e sono intorno al medesimo varie leggende. Vuolsi che in una delle varie caverne vicine siasi trovato il tesoro degli antichi signori; ma è verosimile che sia questo uno de’ luoghi, che nell’antichità serviva di propugnacolo a’ barbaracini contro i dominatori dell’isola.

Sono due terzi della superficie, dove è la notata vegetazione naturale, nella quale sono frequentissimi i lentischi, e gli alberi ghiandiferi con gli olivastri. Il sovero trovasi più frequente ne’ luoghi meno alti, mentre in questi prevale il leccio, e nell’una e nell’altra specie sono spesso a vedere, ne’ luoghi ove non giunse nè il ferro nè il fuoco, individui colossali, quali parimente si vedono tra gli olivi silvestri.

Il Taloro bagna la parte australe del territorio di Olzai, dove esso confina con quello di Teti, e quando ingrossa per le pioggie o per lo scioglimento delle nevi non è possibile il guadarlo, talvolta fin per due mesi, sicchè devono con lungo circuito prender altra via quelli che vogliono andare con qualche carico nella parte meridionale, mentre gli altri devono rischiar il passaggio sopra una o due travi che da una all’altra sponda, dove sono prossime ed alte, stendono i pastori, finchè questa maniera di ponte non si tolga dal-l’elevamento delle acque.

Nelle sue escrescenze scende l’acqua con tanta rapidità, che sbarbichi gli ontani, i salici e gli altri alberi che sorgono sulle sue sponde; però queste sono già in massima parte sgombre de’ molti vegetabili che vi verdeggiavano, ed ora i seminati patiscono molto per le cresciute innondazioni, e spesso non rendono ricompensa a’ lavori del colono.

Scorre, come ho notato, entro il paese un ruscello, che nasce ne’ salti prossimi al comune di Ollolai, e cresce dalle molte acque delle scaturigini che sono nelle pendici, il quale nell’autunno se sia piovoso, e sempre nell’inverno e nella primavera muove con sua corrente una dozzina di molini da grano in mezzo all’abitato, e irriga a una ed altra sponda vari orti e giardini.

A questo si uniscono altri quattro rivi, e uno di essi proveniente da’ monti detti di s. Basilio (dove già furono i Francescani, di cui si parlò nell’articolo Ollolai e altrove), il quale traversa il vigneto.

In altro tempo eran nel fiume maggiore e in questo rivo de’ nassai, ma le precipitose piene distrussero le opere, ed ora si usano le reti, o altro modo facile di pesca. I pastori nel loro ozio attendono a insidiare i pesci, prendono trote e anguille, e procuransi colla vendita qualche lucro. Quando possono operare in due o tre allora si compone una lunga fiaccola di legni sottili e secchi, e nell’oscurità della notte uno va avanti sostenendo alto il lume, l’altro segue con l’obiga (rete a borsa) e va presentandola ai pesci che fuggono nell’abbagliamento.

I cacciatori se non trovano ne’ salti di Olzai mufioni, daini e conigli, incontrano però frequenti i cervi e i cinghiali. Questi ultimi sono in tanto numero che fanno grandissimo guasto nelle vigne e ne’ seminati.

Nella specie de’ volatili non mancano gli uccelli maggiori di rapina, sono molto propagate le pernici, le tortorelle, i colombi, le gazze. I merli, i tordi sono in grandi sciami, gli usignuoli e altri uccelli gentili di canto molto diffusi.

Popolazione. Nell’articolo Nuoro segnammo la popolazione di Olzai, che si componeva di anime 1060, distinte in maggiori d’anni 20 maschi 290, femmine 315, ed i minori maschi 230, femmine 225, distribuite in famiglie 255.

I numeri medi del movimento risultarono i seguenti: nascite 40, morti 25, matrimoni 12.

L’ordinario corso della vita è a 65; molti periscono nella prima età per difetto della necessaria cura, e pochi sorpassano gli anni 80.

I giovani patiscono e muojono dalle infiammazioni, e soventi dal dolore di punta, il qual malore colgono per aver la persona maldifesa contro le repentine variazioni atmosferiche, e perchè affaticati caldi e sudati bevono dalle fredde fonti o si espongono al fresco. Molte donne soffrono l’asma.

Nell’estate e nell’autunno dominano le febbri intermittenti, le terzane semplici e doppie, contro le quali usano generalmente la centaurea, di cui è molto produttivo il salto.

Il carattere degli olzaini è piuttosto da lodare perchè rispettosi all’autorità, e degli altrui diritti, sinceri nell’amicizia, religiosi e laboriosi. È da molto che cessando dalle inimicizie vivono tra loro tranquilli, e pochi si hanno a dolere, se pure i salti non sieno infestati da alcuna masnada di banditi, che spesso si arrestano ne’ medesimi per il comodo del rifugio che hanno contro la persecuzione nei monti.

Si distinguono per una pronunzia particolare da non potersi apparare da un forestiero che vi si stabilisca se non dopo lunga consuetudine.

Molti sono in Olzai i proprietari, ma pochi quelli che abbiano assai di più sopra i loro bisogni. Abitano nel paese otto famiglie nobili che avranno circa 38 persone.

Le principali professioni sono l’agricoltura e la pastorizia, e sono applicati alla prima uomini 180, alla seconda 200. Nei mestieri necessari sono occupate circa venti altre persone, non poche delle quali alla stagione fanno le opere agrarie.

Noterò sopra questi quattro notai, un chirurgo, tre flebotomi, ecc.

Le donne nell’inverno lavorano a tesser tele e panni per il bisogno delle famiglie e anche per guadagno, nella primavera e nell’estate raccolgono fieno per formare canestri e corbe, nell’autunno a far olio dalle bacche del lentisco, de’ quali articoli mettono in vendita una notevole quantità.

Alla scuola primaria concorrono circa 25 fanciulli, gli altri sono impiegati al servigio famigliare, e il meno che fanno è di andar a raccoglier legna nel salto e portare a casa il fascetto. I più sono mandati a pascolar i buoi o qualche piccol branco di pecore o agnelli.

Agricoltura. Il terreno d’Olzai è più atto al seme dell’orzo, che a quello del grano, del quale però si semina con vantaggio in certi siti, come parimente si fa de’ legumi in alcune vallette ben difese da’ venti freddi e nelle sponde dei fiumi similmente coperte.

I numeri della seminagione li indicai già nell’articolo Nuoro provincia – Tabella dello stato attuale del-l’agricoltura – notando starelli di grano 100, d’orzo 700, di legumi, cioè piselli bianchi, rossi ecc., fagiuoli, fave ecc. 30.

La produzione dell’orzo in terreni aperti suol essere del 15, in terreni, concimati di ceneri di vegetali

o d’altro, anche del 50; quella del grano dell’8 o del 10; quella de’ legumi del 14. Poche famiglie cibansi di pane di frumento, nelle altre mangiasi l’orzato.

Negli orti si coltivano cavoli, zucche, cipolle, pomidoro, e principalmente la patata, dalla quale molti hanno una gran parte del vitto, e presto avranno ancora del lucro.

La coltura del lino già abbandonata si va ripigliando, e si può fissare che la quantità della fibra non sia minore di cantara 6. Il canape, che viene assai meglio, non sarà meno di cant. 26. Questo si tesse e serve al vestiario.

Le vigne occupano una grand’area, e prima erano molto meglio coltivate per il guadagno che aveasi dalle medesime quando vendevasi gran copia di mosto a’ paesi vicini. L’introduzione del vino rosso della Ogliastra, che è molto lusinghiero al gusto, ha fatto cadere il commercio di quest’articolo, che forse era superiore al prodotto che ottenevasi pe’ frutti pastorali. Il vino gentile è però ancora pregiato, e quando sia attempato di tre o quattro anni può scangiarsi in qualche vino forestiero de’ più riputati.

Una parte del mosto bruciasi per l’acquavite.

Notai già il numero de’ fruttiferi (luogo citato) non minori di 7000 individui di quasi tutte le specie che si sogliono coltivare in altre regioni di clima più benigno, castagni, noci, nociuoli, ciriegi, peri e pomi svariatissimi, susini, peschi, fichi, olivi, mandorli, agrumi ecc. Le specie però più numerose sono i mandorli, i peri, i noci, de’ quali si fa un considerevole smercio negli anni di fertilità.

Gli agrumi in piena terra lungo il ruscello che traversa il paese, se non li offenda alcun poco il ghiaccio, danno frutti d’ottimo gusto.

I gelsi sono in piccol numero, e però è ristretta la coltivazione dei bachi. La poca seta che si ottiene è operata in calzette o venduta alle donne orgolesi che ne tessono bende per il capo, come usano in quello e in altri paesi.

Le tanche sono in piccol numero, e complessivamente con le vigne e i piccoli poderi occuperanno il quinto incirca dell’area territoriale.

Le più vicine si fan servire per la seminagione e per la pastura del bestiame manso, le più lontane parimente per la cultura de’ cereali e per pascolo al bestiame rude.

Pastorizia. In questo territorio è pastura per tutte specie di animali, e potrebbesi avere in maggior copia se si volesse provvedere al nutrimento di alcune nell’inverno, come si potrebbe fare comodamente formando de’ prati, dove si può fare irrigazione, e facendo incetta di fieno.

Ho notato il numero de’ pastori soverchiante quello degli agricoli e il numero del bestiame manso e rude nelle varie specie come puoi vedere nella Tabella dello stato attuale della pastorizia art. Nuoro: buoi 300, vacche 70, cavalli 200, majali 50, giumenti 66, capre 940, vacche 650, cavalle 30, pecore 5200 (correggi la citata tabella), porci 960. – Ora i numeri sono alquanto cresciuti.

Il bestiame domito si nutrisce nel prato comunale, nei chiusi, nelle tanche, e d’inverno nelle vigne; il rude nelle tanche, ne’ salti proprii e in quello di Locheli che è nel marchesato di Neoneli.

Il prodotto tanto nel feto che nel formaggio è di mediocre bontà. Negli anni di ubertà vendesi il bianco a Orosei per i napoletani, il fino al dipartimento di Bosa. I tori sebbene non molto grandi son venduti con riputazione nelle parti di Sassari e ne’ campidani d’Oristano e di Ales.

Ignorasi la veterinaria e i pastori patiscono non di rado gran detrimento perchè non sanno preservare le loro greggie e gli armenti da certi malori, e non curarli.

Religione. La parrocchia d’Olzai soggetta prima all’arcivescovo d’Oristano, poi compresa in quella di Galtelli, è amministrata da un rettore, cui prestano assistenza tre vice-parrochi.

La chiesa maggiore, piuttosto grande a tre navate, si intitola da s. Giovanni Battista, ed è fabbricata da circa 300 anni.

Prima che in questa, faceansi gli ufficii parrocchiali nella chiesa pur a tre navate, che si nomina da s. Barbara, che serve di oratorio a’ confratelli della s. Croce, e servì all’inumazione de’ cadaveri. Ora si seppellisce nel suo cortile, perchè finora non si è formato il campo-santo.

Nel salto sono due cappelle, una a ponente, alla distanza di tre quarti d’ora intitolata dell’arcangelo Gabriele, l’altra a levante che si appella da s. Sofia.

La festa più solenne e popolare è per s. Barbara, che si celebra addì 28 agosto, o nella domenica prossima se cadde il 28 in giorno di magro.

È festa, come dicono, di corriolu, perchè i provveditori della medesima offrono a tutti gli ospiti, quanti che essi sieno, del pane e un pezzo di carne.

Antichità. Sono entro i termini d’Olzai sei nuraghi, uno detto di Ludorioe, due nel sito di Elenule, il quarto in Lochilo, il quinto in Comiddo, il sesto in Sorghiddai. L’adito a’ medesimi è così basso, che bisogna strisciarsi per penetrarvi.

Castello di Gùlana. Di questo abbiam già detto quanto concerne alla situazione e costruzione. Secondo la tradizione Gùlana sarebbe stato l’edificatore di questo forte, dove coi suoi ritiravasi e radunava la preda fatta ne’ piani, e se la godeva; e donde poscia scendeva di nuovo a’ latrocinii. Un tal personaggio, che pare sia stato uomo principale fra gli iliesi o barbaracini, è certamente da riferirsi a tempi in là del secolo XII. I molti ricercatori de’ tesori hanno spesso frugato in tutte le caverne di questo monte per trovare qualche ricchezza, e non pochi credono essersi già scoperti vari tesori, altri restar ancora occulti, per cui alcuni usano arti superstiziose volendo costringere il demonio Mammona, che le guarda, a ritirarsi. Ma quel guardiano ha più ostinazione, che essi abbian coraggio, e fa loro mali scherzi!!!

Tradizioni

Feste e Tradizioni
Feste e Sagre a Olzai
16/17 gennaio: Festa di Sant'Antonio Abate, tradizionale festa con i falò in piazza. Attorno al fuoco si degustano i dolci tipici
Carnevale: A Olzai la vecchia tradizione propone le maschere di : Sos Intintos, uomini che si anneriscono il viso con il sughero bruciato; Sos Murronarzos, maschera di legno, vestiti d’orbace e campanacci, recuperata di recente; Sos Maimones, maschera mezzo uomo e mezzo fantoccio. Tutti i festeggiamenti si muovono attorno ai personaggi fantoccio di Zuanne Martis Sero e Ziu Baga Biu, che il mercoledì delle ceneri vengono bruciati.
1 maggio: Sagra campestre
2° domenica di maggio: Festa dell'Angelo
3° domenica di maggio: Festa di Sant'Isidoro
26 agosto: Festa di Santa Barbara – E’ considerata la festa più importante del paese, nonostante S. Barbara sia il 4 Dicembre, a Olzai la si celebra, ormai da tempo, in Agosto, ovvero, quando il lavoro dei campi è terminato e i contadini si possono permettere una pausa rigenerante. Le celebrazioni iniziano nove giorni prima con la novena dedicata alla Santa, mentre la mattina del 26 il simulacro della Santa viene portato in processione per le vie del paese. Terminati i riti religiosi, si svolgono le corse dei cavalli.